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Chirurgia estetica: bisogna dire cosa abbiamo rifatto? Sapere tutto !

Che si tratti di un’attrice, di una First Lady o di una persone comune, la domanda è: dobbiamo dire cosa abbiamo rifatto? Tutto dipende dall’intervento e dalla persona a cui ci si rivolge.

Ci sono operazioni più «raccontabili» di altre?

Esiste infatti una gerarchia della correttezza politica chirurgica. Ed è molto bizzarra. Infatti, tutto dipende dalla zona del corpo operato e dall’età che si ha. Ecco, la classifica degli interventi più facili da raccontare:

L'otoplastica

Non importa a nessuno, non importa a nessuno.

La chirurgia al naso

Più la si pratica da giovani, più la gente sospetta il peggio (influenza dannosa di Instagram o, peggio, della madre). Dopo 22-23 anni, la rinoplastica è meglio accettata, ma suscita sorrisi uditi del tipo: ha barato per il suo bel naso. E non ci è permesso barare. A parte il colore dei capelli, il trucco, i vestiti eleganti o i tacchi. Questo è O.K. Ma l’armonia di un volto deve essere data direttamente da Dio. Senza di esso, si deve vivere con i nostri complessi fino alla morte. Youpi.

Il rifacimento del seno

Come per il naso, il soggetto giovane è immediatamente sospettato di essere complessato da un ambiente tossico. Al contrario, un aumento/diminuzione del seno è ben accettato dopo il parto. Come una forma di «riparazione» che la giovane madre avrebbe meritato (preferibilmente dopo l’allattamento).

Aspirazione del grasso

La domanda non si pone. Nessuna donna parla della sua liposuzione.

La blefaroplastica

Dopo i 45 anni, stranamente, la blefaroplastica è accettata piuttosto bene. Forse perché è considerata «una piccola operazione che si accontenta di ripristinare lo sguardo di una volta».

Il lifting al viso

È molto strano, perché anche in questo caso si tratta di rinfrescare un volto com’era cinque o dieci anni fa. Ma se gli occhi passano, l’ovale non passa. Perché? Perché la gente vuole vecchie che sembrano vecchie, con facce che, ogni giorno, assomigliano un po' di più alle ginocchia. Perché? Perché la gente è pazza, perdona. Dio solo sa quanto coraggio ci vuole per entrare in una sala operatoria dove ti tagliano la pelle dal collo alle tempie e te la pinzano tre centimetri dietro. Il lifting non è per le femminucce, ma invece di congratularsi con le donne che hanno il coraggio di andarci, le prendiamo in giro.

Il caso particolare della medicina estetica

La medicina estetica ha questo di stupefacente che, pur non invasiva, spesso si «vede» più della chirurgia. Bah si. Le grosse bocche, le fronti bloccate, sono iniezioni, non bisturi, amici. Certo, si incrociano molte meno facce strane di dieci o quindici anni fa, ma talvolta, di fronte all’evidenza, negare di aver fatto «qualcosa» è controproducente. Problema: come sapere se il cambiamento è evidente, sapendo che siamo i peggiori a giudicare del nostro proprio fisico (i magri si vedono enormi, i lisci raggrinziti, ecc.)?

Il modo migliore per concludere che il «gesto», come dicono pudicamente i medici, è riuscito è quello di guardare la testa degli altri, non la vostra. Se le persone ti guardano facendo smorfie o si avvicinano improvvisamente restringendo gli occhi, beh, forse dovrai dare qualche informazione.

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