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Chirurgia estetica: le domande che ci poniamo quando siamo in coppia Sapere tutto !

Ogni coppia è unica e ogni coppia reagirà in modo molto personale all’annuncio di un intervento estetico di uno dei due partner.

Alcune coppie scelgono di ricorrere ad un intervento o ad un atto di medicina estetica in modo quasi simultaneo, in particolare nel caso dell’anti-età. Queste coppie spiegano certamente voler invecchiare insieme ma soprattutto invecchiare bene insieme.

Però, la decisione di un intervento da parte di uno dei due partner può essere fortemente sfavorevole all’altro fino a scatenare una netta opposizione e cristallizzare le tensioni. Si tratta, d’altro canto, per alcune persone di un vero e proprio tabù persistente che genera un rifiuto categorico e quasi incondizionato.

Può anche accadere che uno dei partner cerca di rimodellare l’aspetto della sua metà suggerendo l’idea di un seno più generoso, ad esempio.

Una tale decisione, intima, deve emanare da un sentimento e da un bisogno personale. Deve trattarsi di un processo intimo, fortemente auspicato, liberamente auspicato per una scelta informata.

Il dialogo tra paziente e chirurgo è decisivo, questo rapporto deve rappresentare un momento di sicurezza, di onestà e di fiducia. I legami privilegiati si intrecciano rapidamente per permettere al paziente di aprirsi sui suoi timori e sulle sue motivazioni profonde.

Coppia: domande che si pongono spesso

La volontà di modificare il suo corpo – o quello del suo partner – maschera a volte problemi psichici complessi, che è importante chiarire prima di passare alla fase successiva.

Vi sono alcune domande che meritano di essere poste:

  • Devo parlare con il mio compagno di chirurgia plastica?
  • E se la mia decisione influenzasse la mia vita di coppia?
  • In che misura il mio partner deve essere coinvolto nella mia decisione?
  • il mio partner mi chiede di cambiare il mio aspetto, come gestire?
  • La chirurgia plastica è una soluzione in una coppia che sta male?

La prima consultazione con il vostro chirurgo è essenziale. Vi permetterà di fare il punto sulle vostre motivazioni e la loro pertinenza. In alcuni casi, questa prima consultazione può comportare un rinvio dell’intervento, un tempo supplementare di riflessione, un secondo appuntamento o una rinuncia a tale progetto. Il chirurgo cercherà con lei una risposta all’attesa, e potrà eventualmente indirizzarla verso un altro tipo di soluzione, ad esempio psicoterapeutica.

I benefici della chirurgia estetica?

La chirurgia estetica ha lo scopo di ricercare l’armonia in un volto o in una morfologia. Ma anche la ricerca dell’armonia tra l’apparenza e l’immagine che si ha realmente di sé. L’equilibrio è l’obiettivo principale del chirurgo, indipendentemente dalla natura dell’intervento. La chirurgia estetica non deve notarsi e portare un risultato molto naturale.

Due situazioni principali si presentano più spesso. La prima: uno dei coniugi desidera passare attraverso la chirurgia estetica o la medicina estetica mentre il suo partner è in disaccordo con questa decisione. La seconda: al contrario, uno dei coniugi chiede al suo partner di ricorrere ad un intervento.

In entrambi i casi, la coppia deve diffidare delle aspettative che mette in un intervento estetico. La chirurgia estetica non risolverà i problemi di coppia, non è il suo scopo né la sua indicazione.

Una richiesta di operazione, vissuta a volte come «ultima possibilità» per una coppia

Alcuni pazienti possono subire un intervento come ultima possibilità, per salvare la loro coppia in difficoltà. Non si sentono più piacevoli e credono che un intervento di un semplice lifting o protesi mammarie o anche liposuzione della pancia per avere l'armonia coniugale. Alcuni mariti accompagnano le mogli per spiegare e mostrare al chirurgo dove togliere, sollevare, giocare, dare volume stravagante al seno, alle labbra.

Il ruolo del chirurgo

Nella maggior parte dei casi, un’operazione estetica ha una faccia nascosta.
Infatti, scegliere di ritoccare il proprio corpo, è anche senza dubbio sotto molti aspetti la volontà di toccare il proprio vissuto, la propria storia professionale, familiare, sentimentale, talvolta anche qualche trauma.
Spetta al chirurgo, e solo al chirurgo, con la sua coscienza, la sua competenza, analizzare se la richiesta di intervento è giustificata e liberamente desiderata.

Come sappiamo se l’intervento è giustificato?

Con la chirurgia estetica è molto difficile tornare indietro. Gli plastici hanno così un reale dovere di responsabilità. Poiché un cambiamento radicale non risolve in nulla ciò che si gioca a livello psichico, spetta quindi al chirurgo assicurarsi che non si tratti di colmare una lacuna tagliando, rimodellando, sopprimendo, ricostruendo, aggiungendo e far comprendere al paziente i benefici psicologici dell’intervento a lungo termine.

Talvolta la domanda può derivare da un’influenza o da un diktat esterno. Allora ci troviamo su un terreno delicato che non è di competenza del chirurgo estetico. Una richiesta proveniente da una pressione esterna pone problemi.  Spetta al chirurgo chiedere da quando l’intervento è desiderato, e qual è il suo scopo profondo.

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